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“Tra Angeli e Demoni”, Di Gabriele Simongini

Di Gabriele Simongini
I giovani artisti della nostra città hanno fame di spazi espositivi pubblici, ma le occasioni per accontentarli non sono molte. Un segnale positivo viene dato adesso dall’Archivio di Stato di Sant’Ivo alla Sapienza (Corso Rinascimento 40), magnifico complesso borrominiano, che apre il suo straordinario Loggiato alle nuove ricerche con la mostra di Patricia Mallìa intitolata «Nelle forme dell’altrove: tra angeli e demoni», in programma fino al 26 ottobre. L’evento espositivo, costituito da 15 sculture e da altrettanti quadri, è promosso dal Dipartimento per i Beni Archivistici e Librari (diretto da Salvatore Italia) del Ministero per i Beni Culturali e dalla Società Dante Alighieri ed è curato da Alessandro Masi. Patricia Mallìa è un’artista versatile, che sa praticare diverse tecniche plastiche. Del resto, la coesistenza delle differenze culturali sembra far parte del suo dna se solo si pensa che è nata e vissuta per parecchi anni a Tripoli, in Libia, e che ha poi studiato tra Firenze e Roma. Ai suoi anni libici risale il forte legame con i ritmi della natura mentre la sua formazione artistica si è svolta in Italia, fra l’Accademia di Belle Arti della nostra città e la pratica del restauro. Patricia Mallìa è una scultrice e pittrice visionaria che cerca un linguaggio carico di tensione espressiva. Parecchie sue sculture, caratterizzate da immagini antropomorfe sottoposte ad un’articolata metamorfosi, evocano figure archetipe e mitiche, da Iside ad Ulisse, allusive a dimensioni ancestrali dell’uomo che oggi si stanno perdendo. Ecco allora nascere, in materie quali il bronzo, il legno, il travertino, l’alabastro, la terracotta, la pietra, opere intense come «Notte», «Abbraccio lunare», «Orizzonte», «Mare». Fondati sulla forza emozionale del colore e sull’identificazione dei paesaggi esteriori con quelli interiori sono i quadri, con molteplici suggestioni stilistiche e una coinvolgente carica poetica.

domenica 23 ottobre 2005